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Eurinome
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SudrakAlSalik
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 Post Posted: 21 Apr 2005 - 14:41     Post subject: Post subject: Eurinome

"All'inizio Eurinome, Dea di Tutte le Cose, emerse nuda dal Caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi: divise allora il mare dal cielo e intrecciò sola una danza sulle onde".(Nota 1)

Eurinome afferra poi il Vento del Nord (Borea) e ne fa scaturire il gran serpente Ofione. Questi si unisce a lei e la feconda.

"Subito essa, volando sul mare, prese la forma di una colomba e, a tempo debito, depose l'Uovo Universale. Per ordine della dea, Ofione si arrotolò sette volte attorno all'uovo, finché questo si schiuse e ne uscirono tutte le cose esistenti, figlie di Eurinome: il Sole, la Luna, i pianeti, le stelle, la Terra con i suoi monti, con i suoi fiumi, con i suoi alberi e con le erbe e le creature viventi".

Quando Ofione si vanta di essere lui soltanto il creatore, Eurinome gli rompe i denti a calci e lo precipita nelle caverne sotterranee.
Poi crea le sette potenze planetarie e insedia su ciascuna un Titano ed una Titanessa.

Nel primo capitolo dei "Miti greci", Robert Graves espone la sua ricostruzione del mito originale della creazione secondo i Pelasgi, gli abitanti preellenici della Grecia.
Questo mito era diffuso in varie forme presso tutti i popoli del Mediterraneo.
Eurinome significa "colei che abita le ampiezze" o "colei che regna sugli spazi", da "ampio" e "distribuire, assegnare, portare al pascolo, abitare, essere padrone". Si può quindi rendere il nome Eurinome con la Signora dello Spazio oppure anche la Signora del Caos. E' intesa qui come la manifestazione creatrice della Grande Dea mediterranea. E' anche una personificazione della Luna.
Nella Bibbia troviamo che prima della creazione "lo spirito di Dio aleggiava sulle acque" (Genesi 1,1); lo spirito in ebraico è femminile e iconograficamente è raffigurato da una colomba.
Successivamente troviamo Eva che è indotta a peccare dal serpente e poi lo schiaccia. Il racconto biblico della creazione, insomma, deve parecchio agli antichi miti mediterranei.
Secondo Omero tutti gli esseri sono figli di Oceano e Teti (Iliade XIV,201). Oceano è un fiume che avvolge la terra, Teti è signora delle acque. Si tratta dunque di un'altra versione della coppia Ofione-Eurinome. Nella versione pelasgica, Oceano e Teti sono una coppia di titani, associati al pianeta Venere.
I Pelasgi sostenevano di essere nati dai denti di Ofione. In una versione successiva del mito Cadmo, l'eroe fondatore di Tebe in Beozia, originario della Palestina, per ordine di Atena seminò i denti di un serpente e da essi nacquero gli Sparti, che divennero suoi fedeli compagni.
Del resto Borea, il Vento del Nord, altri non è che Buriash, il dio
atmosferico adorato a Babilonia.(Nota 2)
Nella mitologia ritroviamo un'altra Eurinome, che con Teti (la nereide madre di Achille, non la titanessa compagna di Oceano) salva Efesto scaraventato in mare da Era disgustata dal suo aspetto (Iliade XVIII, 395). Questa Eurinome è "figlia dell'Oceano che rifluisce su se stesso" (Iliade XVIII,399). Forse l'aver posto Oceano e Têthis come creatori ha reso Eurinome, in realtà confusa con Têthis stessa, loro figlia, e poi amica di Thétis e con lei salvatrice di Efesto. Trasposizioni possibili nel mito.
Eurinome è una manifestazione della divinità, che ci giunge da un'era ai confini della storia. E' l'eco delle credenze dei popoli il cui ricordo è rimasto sulla soglia del mondo a noi noto, sotto forma di tracce presenti nella nostra cultura ma difficili ormai da riconoscere. Ho scelto il suo nome perché rappresenta la radice remota e misteriosa della nostra civiltà, senza portare con sé riferimenti che potrebbero influenzare la mente e far insorgere pregiudizi o aspettative.
Ma l'ho scelto anche perché la scoperta del collegamento tra mito greco ellenico e preellenico, mito cananeo ed ebraico rivela come tutti i libri della tradizione antica siano frutto di un processo di formazione in cui sono confluiti i contributi più diversi. Non nascondo l'intento di mostrare come la Bibbia sia un libro come ogni altro della tradizione, come l'Iliade ad esempio, è una compilazione di testi che raccolgono le influenze più diverse, dai miti primitivi del mediterraneo alle dispute tra sacerdoti dell'antico Israele. Chi cerca la parola di Dio la può trovare lì come altrove. Quest'affermazione può suonare provocatoria, eppure è la pura e semplice verità: la Bibbia è un libro come gli altri, importantissimo perché parte essenziale della cultura mondiale, ma nulla di soprannaturale.
Non nascondo nemmeno l'intento di riferirmi ad un mito in cui c'è una Creatrice invece di un Creatore. Anche questa è una specie di provocazione. Perché Dio e non Dea? In greco classico si poteva dire tò théion, il divino, al neutro. In sanscrito il brahman è neutro.
In cinese non ci sono generi grammaticali, noi diciamo il Tao per convenzione, ma la traduzione è la Via. Ma questi tre concetti riguardano l'Assoluto impersonale. Quando si passa alla rappresentazione personificata, occorre sceglierne il sesso....

A.C. - 28 settembre 2002
Aggiornato il 22 gennaio 2005

Nota 1

Le citazioni sono tratte da ROBERT GRAVES, I miti greci, trad. it. di Elisa Morpurgo, Milano 1994 X ed., Longanesi.

Nota 2

L'archeologo Giovanni Bergamini ha presentato recentemente al pubblico torinese, in forma di conferenza-recital con tanto di attori e musica, i risultati di una ricerca che sta conducendo sui rapporti tra cultura greca e cultura mesopotamica ed orientale in generale tra il IX ed il VII secolo a.C. (per saperne di più, seguite questo collegamento al sito degli ex allievi del Liceo Alfieri di Torino). E' emerso un sorprendente parallelismo culturale che riguarda miti, usanze, riti e letteratura. Ci sono passi di Omero ed Esiodo che citano quasi letteralmente poemi babilonesi.
Vedremo di dare maggiore spazio all'argomento nel prossimo futuro.

Tratto da http://www.eurinome.it
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Citazioni

Il mito popolare della prescienza: «conoscere» il futuro in assoluto! Tutto! Quali fortune potrebbero essere accumulate... e perdute... con una simile conoscenza assoluta, no? La plebaglia lo crede. E' convinta che, se un pezzettino è buono, un pezzo più grande sia migliore. Quant'è meraviglioso tutto questo! Ma se tu consegnassi ad uno di loro la vicenda completa della sua vita, ogni sua parola e sospiro fino all'istante della morte, quale infernale dono sarebbe, quale noia totale! Ad ogni istante della sua vita, sarebbe costretto a recitare di nuovo ciò che conosce in ogni minimo particolare. Nessuna deviazione. Potrebbe prevedere ogni risposta, ogni smorfia, ogni sorriso... e di nuovo, di nuovo, di nuovo... L'ignoranza ha i suoi vantaggi. Un universo di sorprese, ecco ciò che invoco!

-- Leto II (I Figli di Dune - cap.15 - pag.93 - Ed.Nord)