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Dune Genesis by Frank Herbert
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the_rymoah
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 Post Posted: 16 Set 2010 - 16:27     Post subject: Post subject: Dune Genesis by Frank Herbert

Il progetto CTE riapre ufficialmente i battenti! Very Happy Per l'occasione, pubblico la traduzione di un documento che, sicuramente, sarà di grande interesse per tutti i fan di Dune e di Frank Herbert. Si tratta del saggio Dune Genesis, in cui Herbert illustra dettagliatamente i concetti e le idee (soprattutto in ambito sociale e politico) che lo guidarono nella creazione del suo capolavoro.

L'articolo originale è apparso, sotto il nome di "Dangers of the Superhero", nella raccolta "The Maker of Dune", curata da Timothy O'Reilly. Dune Genesis riproduce integralmente questo articolo, a parte i primi due capoversi.

Rymoah
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the_rymoah
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 Post Posted: 16 Set 2010 - 16:28     Post subject:

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La Genesi di Dune

Dune nacque da un concetto, inizialmente costituito da immagini perlopiù vaghe, che presero forma in circa sei anni di ricerche ed un anno e mezzo di scrittura. La storia rimase tutta nella mia testa, finchè non apparve sulla carta così come la scrissi.

Come si sviluppò? Concepii l'idea di un romanzo lungo, un'intera trilogia intesa come un unico libro sulle convulsioni messianiche che periodicamente investono la nostra società. Demagoghi, fanatici, truffatori, spettatori innocenti e non così innocenti -- tutti erano destinati a far parte del dramma. Questa decisione è diretta conseguenza della mia teoria secondo cui i supereroi sono disastrosi per l'umanità. Anche se trovassimo un vero eroe (chi o cosa sia non importa), la struttura del potere che viene a formarsi attorno ad una figura del genere finirebbe inevitabilmente nelle mani di esseri umani, esseri umani che commettono errori.

Da osservazioni personali ho concluso che, per quanto riguarda il potere politico/economico e la sua logica conseguenza, vale a dire la guerra, le persone tendono a delegare tutte le loro facoltà decisionali a qualsiasi leader che riesca ad innestarsi nel tessuto mitologico della società. Hitler, Churchill, Franklin Roosevelt, Stalin e Mussolini sono casi emblematici di questo meccanismo.

I miei esempi preferiti sono John F. Kennedy e George Patton. Entrambi si inserirono nello scintillante archetipo di Camelot, creando attorno a loro un'apparenza più grande della loro stessa vita. Ma anche la più distratta delle osservazioni ci rivela che nessuno dei due fu al di sopra della vita. Essendo comunque degli esseri umani, ognuno di loro fu un gigante dai piedi di argilla.

Questa, quindi, fu una delle mie tematiche principali in Dune: non rassegnate acriticamente tutte le vostre facoltà decisionali alle persone al potere, a prescindere da quanto ammirevoli possano sembrare. Appena sotto la facciata dell'eroe troverete un essere umano, che compie errori umani. Sorgono enormi problemi, quando degli errori umani vengono commessi sulla scala d'azione di cui dispone un supereroe. Inoltre, in certi casi si finisce in un altro problema. E' infatti dimostrabile che la struttura del potere tende ad attirare individui desiderosi di acquisire potere per il puro gusto di averlo, e che molti di essi sono persone non molto equilibrate -- pazzi, in una parola.

Questo fu dunque l'inizio. Gli eroi sono dannosi, i supereroi sono una catastrofe. Gli errori dei supereroi coinvolgono troppi di noi in disastri.

Personalmente considero i sistemi stessi come pericolosi. Sistematico è una parola mortale. I sistemi si generano con i loro creatori umani, con persone che li utilizzano. I sistemi prendono il sopravvento e continuano, continuano a fare danni. Sono come un'onda anomala che inghiotte qualsiasi cosa lungo il suo cammino. Qual è la loro origine?

Tutte queste idee contengono elementi di intenso dramma e di intrattenimento -- ed io, prima di tutto, appartengo al business dell'intrattenimento. E' molto importante trasmettere dei messaggi con le proprie opere, ma non è l'ingrediente fondamentale per garantirsi un ampio pubblico di lettori. Certo, in Dune sono presenti delle analogie con eventi di attualità -- corruzione e tangenti che intaccano le più alte istituzioni, intere forze di polizia in mano al crimine organizzato, agenzie di controllo sopraffatte dalle persone che dovrebbero essere controllate. La scarsità di acqua su Dune è un'esatta analogia della scarsità di petrolio ai giorni nostri. La CHOAM è l'OPEC.

Ma questo fu solo l'inizio.

Mentre questo concetto era ancora vivido nella mia mente, mi recai a Florence, nell'Oregon, per scrivere un articolo sul progetto del Dipartimento di Agricoltura Statunitense (USDA - US Department of Agriculture). Lo USDA stava sperimentando dei metodi per controllare le dune di sabbia costiere (ed altri tipi di dune). Avevo già scritto diversi articoli su questioni ecologiche, ma la mia teoria del supereroe mi instillò il presentimento che l'ecologia avrebbe potuto essere il nuovo stendardo per demagoghi ed eroi da operetta, per gli assetati di potere e per quelli pronti a cercare scariche di adrenalina in una nuova crociata.

La nostra società, dopotutto, fa leva sulla colpa, che spesso serve solo a nascondere il suo funzionamento reale e prevenire soluzioni ovvie. L'eccitamento da adrenalina può indurre assuefazione come ogni altro tipo di droga.

L'ecologia, in ogni caso, risponde ad un'esigenza reale, ed il progetto di Florence alimentò il mio interesse su come ci imponiamo sul nostro pianeta. Iniziai ad intravedere la forma di un problema globale, le cui parti erano tutte interconnesse tra loro -- ecologia sociale, ecologia politica, ecologia economica. La lista potrebbe continuare all'inifinito.

Perfino dopo tutto il lavoro di ricerca e di scrittura che ho fatto, trovo delle allusioni attuali di questo problema nelle religioni, nelle teorie psicanalitiche, nella linguistica, nell'economia, nella filosofia, nella botanica, nella chimica del suolo e nei metalinguaggi dei feromoni. Un nuovo campo di studi nasce da questa deduzione, come uno spirito evocato dal calderone di una fattucchiera: la psicologia delle società planetarie.

Tutto questo portò ad una profonda rivalutazione del mio concetto originale. Inizialmente ero pronto, come chiunque altro, a cadere nello stesso errore, a cercare il colpevole e punire i peccatori, a diventare perfino un nuovo leader. Sentivo che niente mi avrebbe dato più soddisfazione del cavalcare il destriero del giornalismo in una crociata, pubblicando il libro che avrebbe raddrizzato gli antichi torti.

La rivalutazione sollevò domande inquietanti. Ora credo che l'evoluzione, o l'involuzione, non finisca mai, che nessuna civiltà abbia mai raggiunto un apice assoluto, e che tutti gli esseri umani non siano uguali. Ritengo infatti che la creazione di astratti egualitarismi porti con sé una caterva di ingiustizie, che ricade sui sostenitori dell'uguaglianza. Una giustizia equa e delle opportunità eque sono ideali a cui dovremmo cercare di tendere, ma dovremmo anche ricordarci che gli umani amministrano questi ideali, e che tutti gli umani non hanno uguali capacità.

La rivalutazione mi insegnò a procedere con cautela. Mi avvicinai al problema con trepidazione. Sicuramente, secondo i nostri standard più permissivi, c'era un mare pieno di obbiettivi visibili, una pletora di cieco fanatismo e bieco opportunismo a cui lanciare l'amo.

Ma come ci siamo ridotti in questo stato? Quali sono le condizioni che, per esempio, creano un Nixon? Che parte recitano gli indifferenti nella creazione di un potente? Se un leader non può ammettere i propri errori, questi errori verranno insabbiati. Chi dice che i nostri leader debbano essere perfetti? Chi gli mette in testa quest'idea?

Inizia la fuga. In musica, la fuga è solitamente basata su un singolo tema che viene suonato in diversi modi. Ogni tanto ci sono delle voci libere che si esibiscono in virtuosismi impressionanti lungo gli intermezzi.
Possono anche esserci temi secondari e contrasti nell'armonia, nel ritmo e nella melodia. Nel momento in cui una singola voce introduce il tema principale, comunque, tutti questi elementi vengono armonizzati in un singolo insieme.

Quali furono i miei strumenti in questa fuga di tipo ecologico? Immagini, conflitti, elementi che si ritorcono contro di loro e si trasformano in qualcosa di completamente diverso, figure mitiche e strane creature dalle profondità del nostro inconscio collettivo, prodotti della nostra evoluzione tecnologica, i nostri desideri e le nostre paure umane.

Potete immaginarvi il mio stupore quando venni a sapere che John Schoenherr, uno dei più famosi artisti ed illustratori di ambienti selvaggi, aveva vissuto con le mie stesse immagini in testa. La gente stenta a credere che John ed io non ci consultammo mai prima della realizzazione delle sue illustrazioni per Dune. Vi assicuro che i suoi disegni furono una splendida sorpresa per me.

I Sardaukar appaiono come le pietre scolpite dalle intemperie di Dune. La pancia del Barone potrebbe assorbire un pianeta intero. Gli ornitotteri sono insetti che predano sul terreno. I vermi della sabbia sono dei teredinidi mostruosamente cresciuti. Stilgar ci fulmina con uno sguardo da stregone.

Ciò che mi soddisfa, in particolare, è vedere i temi intrecciati, le immagini in relazione tra loro come nella fuga di un'opera musicale, che suona esattamente nello stesso modo in cui Dune prese forma.

Come in una litografia di Escher, ho coinvolto me stesso in tematiche ricorrenti che finiscono per trasformarsi in paradossi. Il paradosso centrale riguarda la visione umana del tempo. Cosa si può dire del dono della prescienza di Paul -- la fissazione presbiteriana? L'Oracolo di Delfi deve impegolarsi in una rete di predestinazione, affinché possa predire il futuro. Eppure la predestinazione è l'antitesi della sorpresa e, di fatto, configura un universo matematicamente delimitato, i cui confini sono sempre inconsistenti ed incontrano sempre l'indimostrabile. E' come un koan, un aforisma Zen. E' come Epimenide di Creta quando afferma "Tutti i cretesi sono bugiardi".

Ogni passo descrittivo che muovete per limitare il problema porta la vostra visione verso l'esterno, in un universo sempre più grande all'infinito, e verso l'interno, in un universo sempre più piccolo all'infinito. Non importa quanto finemente riusciate a suddividere il tempo e lo spazio, ogni piccola divisione contiene al suo interno l'infinito.

Ma questo implicherebbe la possibilità di tagliare linearmente il tempo, aprirlo come un frutto maturo, e vederne le connessioni sequenziali. Potreste essere prescienti, predire accuratamente. Predestinazione e paradosso, ancora una volta.

Il difetto di questo ragionamento deve essere insito nei nostri metodi di descrizione, nei linguaggi, nelle reti sociali del significato, nelle strutture morali, nelle filosofie e nelle religioni, che insieme convogliano limiti intrinseci laddove, in realtà, non esistono. Paul Muad'Dib, dopo tutto, dice la stessa cosa in più occasioni nel corso di Dune.

Volete una predizione assoluta? Allora volete solo l'oggi, e rifiutate il domani. Siete conservatori fino al midollo. State cercando di trattenere il movimento in un universo che muta continuamente. Il verbo essere ci rende tutti idioti.

Naturalmente ci sono altri temi ed intermezzi di fuga in Dune e nella trilogia. Nel Messia di Dune viene suonata una classica inversione di tema. I Figli di Dune espande invece il numero di temi che suonano tra di loro. Mi rifiuto, comunque, di fornire altre risposte a questo complesso miscuglio. Ciò fa parte della struttura della fuga. Trovatevi da soli le vostre soluzioni. Non guardatemi come se fossi il vostro leader.

Vi consiglio indubbiamente un po' di cautela, che non deve però trasformarsi nel terrore che blocca ogni movimento. Siate malleabili. E quando qualcuno vi chiede se state per fondare una nuova religione, fate come faccio io: scappate a a gambe levate.

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Rymoah
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Naib_Stilgar
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 Post Posted: 16 Set 2010 - 16:54     Post subject:

Wow, grandioso....la gente che si lamenta o schifa la sci-fi dovrebbe leggersi articoli come questi per capire cosa si sta perdendo.
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the_rymoah
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 Post Posted: 16 Set 2010 - 22:21     Post subject:

Concordo pienamente, caro Naib Smile Ritengo questo articolo un vero e proprio manifesto del pensiero di Herbert, pensiero che risulta tutt'oggi attualissimo, specie nella situazione politica e sociale in cui stiamo vivendo. Al suo interno si possono anche trovare idee e concetti provenienti dai più disparati autori e filosofi. L'analisi che fa Herbert delle strutture di potere e delle persone che ne sono attratte, per esempio, riprende molto da vicino le idee che Orwell espresse in alcuni suoi romanzi (principalmente 1984 e La fattoria degli animali), mentre quando parla del fatto che tutti gli uomini non sono uguali mi ricorda lo Zarathustra di Nietzsche. Smile

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SudrakAlSalik
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 Post Posted: 18 Set 2010 - 07:24     Post subject:

Che post stupendo, un magnifico contributo alla conoscenza del pensiero del caro Zio Frank.
Quoto ogni sua parola.
Dune ha solo la patina di fantascienza, quasi una scusa, un pretesto, per far passare alle masse dormienti quei semplici concetti fondamentali che continuano, tuttora, a trascinarle nella follia degli scontri di qualunque natura, obbedendo ciecamente all'intramontabile regola dei potenti: divide et impera.

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Naib_Stilgar
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 Post Posted: 18 Set 2010 - 12:28     Post subject:

SudrakAlSalik wrote:

Dune ha solo la patina di fantascienza, quasi una scusa, un pretesto, per far passare alle masse dormienti quei semplici concetti fondamentali che continuano, tuttora, a trascinarle nella follia degli scontri di qualunque natura, obbedendo ciecamente all'intramontabile regola dei potenti: divide et impera.


Questo dovrebbe essere l'obbiettivo di un libro di fantascienza, quello che la gente comune non capisce, e che pensa che il nostro amato genere letterario sia solo un guazzabuglio di battaglie spaziali con le astronavi...
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the_rymoah
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 Post Posted: 18 Set 2010 - 14:26     Post subject:

Naib_Stilgar wrote:

Questo dovrebbe essere l'obbiettivo di un libro di fantascienza, quello che la gente comune non capisce, e che pensa che il nostro amato genere letterario sia solo un guazzabuglio di battaglie spaziali con le astronavi...


Il problema è che la maggior parte della gente percepisce la fantascienza in questo modo per colpa di (pessimi) film che veicolano l'immagine dipinta da te, e pur essendo dei prodotti mediocri finiscono lo stesso per avere un discreto successo. Inoltre, un problema direttamente connesso a questo, specialmente in Italia, è che la gente non legge. Non dico che non legge fantascienza, non legge proprio libri.

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Jamis
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 Post Posted: 18 Set 2010 - 14:30     Post subject:

SENZA PAROLE. Grazie. Mi sono sempre chiesto da dove venisse la sfiducia nei miei simili; ora credo che questo "libretto di fantascienza" si sia sedimentato nella mia coscienza. Dovrò fare la tara e vedere cosa rimane.
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Malachi-Harkonnen
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 Post Posted: 19 Set 2010 - 21:15     Post subject:

Grazie Frank.
GdR On E che l'umidita' di chi osa malamente replicare i tuoi scritti finisca dispersa ! GdR Off
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HundroMoritani
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 Post Posted: 22 Set 2010 - 20:52     Post subject:

Grazie Rymoah un pezzo unico, un pensiero che in fondo tutti noi conoscevamo filtrato nei suoi romanzi ma così nudo e crudo mi fa pensare a Herbert come al Naib Frank che dal suo sietch ci manda ancora un messaggio strabiliante, ripenso alla fuga di Muadib nel deserto....alle sue frustrazioni per cosa gli uomini facevano in suo nome e come nonostanze la sua prescienza non è riuscito ad evitarlo. in particolare mi ha colpito questo passaggio
Quote:
Avevo già scritto diversi articoli su questioni ecologiche, ma la mia teoria del supereroe mi instillò il presentimento che l'ecologia avrebbe potuto essere il nuovo stendardo per demagoghi ed eroi da operetta, per gli assetati di potere e per quelli pronti a cercare scariche di adrenalina in una nuova crociata.
La nostra società, dopotutto, fa leva sulla colpa, che spesso serve solo a nascondere il suo funzionamento reale e prevenire soluzioni ovvie. L'eccitamento da adrenalina può indurre assuefazione come ogni altro tipo di droga.

credo che sia un pezzo di prescienza straordinario e che come paul non possiamo cambiare nella sua terribile verità
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Faerula
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 Post Posted: 22 Set 2010 - 22:06     Post subject:

the_rymoah wrote:
Naib_Stilgar wrote:

Questo dovrebbe essere l'obbiettivo di un libro di fantascienza, quello che la gente comune non capisce, e che pensa che il nostro amato genere letterario sia solo un guazzabuglio di battaglie spaziali con le astronavi...


Il problema è che la maggior parte della gente percepisce la fantascienza in questo modo per colpa di (pessimi) film che veicolano l'immagine dipinta da te, e pur essendo dei prodotti mediocri finiscono lo stesso per avere un discreto successo. Inoltre, un problema direttamente connesso a questo, specialmente in Italia, è che la gente non legge. Non dico che non legge fantascienza, non legge proprio libri.

Rymoah


Io, invece sono più pessimista. Non è che non vengono letti libri, ma sovente non vengono neppure capiti! Ci sono dei libri orrendi che tutti hanno letto (polemica mode on come "Il codice Da Vinci" polemica mode off ) e altri splendidi che non vengono mai sentiti nominare o quasi, a meno che gli autori non siano già famosi! ( consiglio mode on Maurizio Di Giovanni "Il senso del dolore" non sci-fi ma un bel libro scritto molto bene consiglio mode off ).
Inoltre ho potuto appurare nel mio piccolo che spesso quando vengono letti un libro o una notizia, guardato un film o anche più semplicemente si conversa con qualcuno le persone riescono a cogliere solo ed esclusivamente la superficie e non il vero significato di ciò che viene letto, visto e detto, forse perché è meno faticoso, perché è più comodo non farlo o semplicemente si è abituati così. Non saprei dirvi quale di queste motivazioni trovo più preoccupante.

La mia esperienza mi porta a pensare che la fantascienza venga schifata perché è ritenuta "freak" e considerata dai più un "non genere letterario" Twisted Evil !


Un beso
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Kloud
Simulazionista
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Location: Senna C.

 Post Posted: 22 Set 2010 - 23:04     Post subject:

Cara Faerula, sono d'accordo con te.
La fantascienza, ai suoi albori era stata da sempre considerata un genere letterario minore: la stessa differenza che passava tra una "opera buffa" e un melodramma. Non dimentichiamo che il boom della fantascienza in america l'abbiamo avuto con le riviste pulp, e prima ancora dai juveniles (romanzi per ragazzi) o dime-novels (romanzi divisi a puntate da 10 cent).

Anche il cinema si orientò su tale linea di pensiero: pochi attori di fama ritenevano "serio" fare film di fantascienza (sempre caratterizzati da una certa vena infantile che accompagnava le storie di astronavi). Un esempio? Vincent Price (L'ultimo uomo sulla terra) e Chalton Heston (Pianeta delle scimmie). Le produzioni fantascientifiche seguono sempre il filone della corsa allo spazio e sono prodotte per le masse: Star Trek, ma anche il più serio Pianeta Proibito.

É soltanto durante la seconda epoca d'oro della sci-fi, con scrittori del calibro di Isaac Asimov o Philip José Farmer che la fantascienza inizia a trattare temi più maturi (il celebre romanzo Flesh di Farmer contiene riferimenti sessuali molto espliciti): il cinema si regola di conseguenza e compare Guerre Stellari, che dimostra la validità del genere. Attori come Paul Newman si cimentano in ruoli prima denigrati: Quintet ne è l'esempio.

Nonostante la fantascienza sia "maturata" è sempre comunque rimasta legata all'idea di una "storia all'americana": lieto fine, polarizzazione dei ruoli ben definiti.

Dune fu fin da subito un successo di critica, ma non di pubblico: troppo indigesto per le masse amanti della Sci-fi, più abituati a storie riguardanti eroi (sessualmente regressi e infantilmente ingenui) contro orde di alieni e corse nello spazio.

Non è un caso che il successo di Dune sia venuto proprio negli anni 80, quando la fantascienza si era finalmente orientata verso un clima più cupo: il cyberpunk segna il crollo delle preferenze di buonismo nella letteratura popolare.
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Jamis
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 Post Posted: 23 Set 2010 - 12:25     Post subject:

Faerula ha scritto:
Quote:

Inoltre ho potuto appurare nel mio piccolo che spesso quando vengono letti un libro o una notizia, guardato un film o anche più semplicemente si conversa con qualcuno le persone riescono a cogliere solo ed esclusivamente la superficie e non il vero significato di ciò che viene letto, visto e detto, forse perché è meno faticoso, perché è più comodo non farlo o semplicemente si è abituati così. Non saprei dirvi quale di queste motivazioni trovo più preoccupante.

Perdonami Faerula, ma dipende dal grado di sensibilità di ognuno di noi. Per quanto mi riguarda, a volte confrontandomi con altre persone su alcune letture, mi accorgo che mi è sfuggito qualcosa.
Solo con l'esercizio e con l'esempio di altri si può superare questo inconveniente; non tutti però possono contare su amicizie istruttive. Io non sono preoccupato se non a tutti piace la fantascienza, anzi forse mi sento un privilegiato.
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Halleck
Maestro degli Uccisori
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 Post Posted: 25 Set 2010 - 12:16     Post subject:

Dico solo Grazie al nostro mentat....una chicca sopraffina
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"Si combatte quando è necessario...l'umore non importa! L'umore va bene per le bestie. o per fare all'amore, o per suonare il baliset. Non è fatto per chi combatte."
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Citazioni

Non ci si allontana mai troppo dalla ricchezza e da tutte le sue mascherature quando si cavalca il potere. Paul ha rappresentato una vera e propria mutazione sociale, la quale, ha bruscamente alterato l'antico equilibrio della ricchezza.

-- Irulan (I Figli di Dune - cap.21 - pag.146 - Ed.Nord)