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Lo Shuttle va in pensione
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Naib_Stilgar
Ciambellano Imperiale
Ciambellano Imperiale


Joined: 21 Nov 2005
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 Post Posted: 28 Apr 2011 - 12:31     Post subject: Post subject: Lo Shuttle va in pensione

Domani decolla per l'ultima volta l'Endeavour. A giugno sarà la volta dell'ultimo Atlantis, poi si chiuderà una stopria lunga trent'anni durante la quale l'uomo ha sfidato l'universo. A bordo l'italiano Vittori. Ad assistere al lancio Gabrielle Giffords

CAPE CANAVERAL - L'allarme più forte l'ha lanciato la Stradale: Houston, non creiamoci un altro problema. Per carità: per l'attesissimo lancio di domani, alle 3.47 della Florida - le nostre dieci meno dieci circa della sera - i geni della Nasa avranno fatto tutte le cose per bene, ritagliandosi la finestra in cui l'ultimo Shuttle Endeavour potrà prendere il volo nel blu dipinto di blu, portandosi in orbita pure la storia d'Italia, con l'astronauta Roberto Vittori incaricato di scortare nell'alto dei cieli l'Ams, il supercacciatore di particelle made in Italy. Ma come la mettiamo con le centinaia di migliaia di automobilisti che resteranno incolonnati con il naso all'insù? "Troppi incidenti stradali qui in Florida sono colpa della distrazione" dice Tom Coletta, il manager di Advocate Auto Consultant, la compagnia assicurativa che si prepara ad assistere inerme al festival dei tamponamenti sui 40 chilometri della striscia di asfalto che lega gli ombrelloni di Cocoa Beach alle rampe del Kennedy Space Center. Ma tant'è: le preoccupazioni della Stradale e degli amministratori sono una benedizione per l'ufficio del turismo della Space Coast. Trent'anni sono una certa età anche per un programma spaziale. E la razzomania che aveva colpito gli americani si era raffreddata nel corso degli ultimi tiepidi lanci. Centocinquantamila, duecentomila spettatori appena per il traffico di Shuttle.

E missili che si succedevano sulle rampe con quella frequenza che aveva spento la festa dell'evento. Poca roba per questa terra dove sbarchi in un aeroporto con la scritta che dice "Orlando" ma si legge già "Disneyworld": 120mila visitatori al giorno. Ma ora no. Fine della corsa. La Nasa chiude il rubinetto delle missioni e la gente torna a riaffacciarsi per assistere agli ultimi storici vroooom. Quasi mezzo milione erano gli spettatori in fila per tutta la costa nel lancio del 28 febbraio scorso. E stavolta - ufficialmente si chiude bottega a giugno con la messa in pensione dell'Atlantis - i ragionieri rifanno rapidamente i conti: rischiamo di toccare il record del giorno più lungo, quell'11 luglio del 1969 in cui un milione di curiosi si riversarono in questo spicchio di America per fare ciao ciao a Neil Armstrong e ai suoi due complici che si apprestavano a toccare con mano la Luna.
Lo spettacolo è già cominciato. Sono già tutte piene le 11mila stanze degli hotel da cinque stelle in giù, le 5mila camere dei condomini più o meno lussuosi che fanno scempio del lungomare che sembrerebbe già Caraibi, i 35mila posti tenda nei camping dove le famiglie sono accampate quasi fosse un anticipo dell'Independece Day... Capito perché il Congresso è andato su tutte le furie quando l'anno scorso Barack Obama ha chiuso i cordoni della borsa della Nasa? Di stellare, ha fatto capire il presidente, qui abbiamo già il deficit da 15mila miliardi.
Lasciamo stare le magnifiche sorti e progressive d'America: ma vuoi mettere l'effetto-volano che le missioni nei cieli avevano qui a terra? Dai 10 ai 15 milioni di dollari l'impatto economico che porteranno solo questi imminenti pochi secondi di lancio.

Chissà come fischieranno le orecchie al presidente che domani sbarcherà a sorpresa anche lui qui. Per la verità il viaggio era programmato nell'ambito del tour con cui sta raccogliendo i quattrini per la rielezione. Ma ora Barack è qui per riabbracciare la donna vissuta due volte: la deputata democratica Gabrielle Giffords. Colpita a morte a Tucson in un pomeriggio di gennaio e adesso miracolosamente arrivata qui in Florida per assistere all'ultimo lancio del marito astronauta Mark Kelly. È la storia nella storia. La favola nella favola. Lo sa benissimo anche il nostro Roberto Vittori. Il superman di Viterbo, 46 anni, due laureee e già due volte sulla Stazione internazionale, è atterrato al Kennedy col comandante e gli altri magnifici quattro martedì pomeriggio e adesso è naturalmente nella quarantena prelancio. Ma come può dimenticare quella notte sotto Natale in cui Gabby e Mark sognavano davanti a un piattone di pasta a casa sua a Roma? Mark e Roberto sono amici veri e la coppia americana aveva approfittato proprio delle vacanze di Natale per quel bagno d'Italia tanto desiderato.

D'altronde questa è una missione che parla italiano. L'Agenzia spaziale italiana corona l'impegno nella Stazione in cui l'Endeavour attraccherà - e mica per niente si chiama internazionale - spedendo in orbita SuperVittori. Il progetto Ams - Alpha Magnetic Spectrometer - è stato concepito invece dall'Istituto nazionale di fisica nucleare: anche se porta ora la firma di 26 paesi divisi per tre continenti. Anzi. Lo scorso dicembre era toccato anche a Roberto Battiston dell'Infn fare da cicerone a Mark e Kelly durante le loro vacanze romane. "Cena su una terrazza di Via Veneto ma zero mondanità. Come dimenticare la passione con cui Gabriella ci parlava, pensa te, di meccanica quantistica? Discuteva di un film straordinario che io pensavo fosse solo roba da appassionati. E certo: continuava a dire che non vedeva l'ora di assistere al lancio di Mark. Una coppia eccezionale". Meno di un mese dopo quel sogno stava per essere spezzato dall'incubo di uno squilibrato: Gabby doveva morire perché "colpevole" del suo sì alla riforma sanitaria con cui Obama sta provando a cambiare l'America. Sei morti. Che orrore.

Sono passati cento giorni e la presenza di Gabrielle adesso cancella anche le ultime politiche sull'ultima follia dei voli spaziali. I soliti criticoni dicono che un miliardo e mezzo per realizzare il supercacciatore di particelle elementari sono troppi. La missione sarebbe un'incognita: riuscirà davvero a trovare le tracce dell'antimateria? Detta così sembra fantascienza. Ma Battiston prima riporta tutti con i piedi per terra ricordando che in quella cifra che sembra stratosferica "ci sono gli stipendi di 15 anni di lavoro di 600 persone in tutto il mondo". E poi spiega che a cent'anni dalla scoperta dei raggi cosmici la missione "italiana" - che persino i critici riconoscono come il tentativo più importante per scrutare nell'universo dopo l'installazione del telescopio Hubble - potrebbe davvero cambiare la storia della scienza. Quando lunedì prossimo lo Shuttle si avvicinerà alla Stazione spaziale toccherà proprio a Roberto Vittori azionare il megabraccio meccanico che posizionerà l'Ams. A quel punto, dall'altra parte dell'universo, nel centro di controllo di Houston dove sedettero i protagonisti delle indimenticabili missioni Apollo, i tecnici italiani accenderanno la creatura spaziale: e cominceranno l'"ascolto" e la caccia alle particelle elementari. Giù, a 450 chilometri di distanza, gli automobilisti finalmente usciti dal grande imbuto del traffico della Florida non potranno neppure immaginarlo: ma sulle loro teste l'ultimo volo della Nasa, con il piccolo aiuto degli amici italiani, starà riscrivendo i misteri del Big Bang.

Fonte:
Repubblica.it
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the_rymoah
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 Post Posted: 29 Apr 2011 - 18:30     Post subject:

E così se ne è va in pensione anche il vecchio space shuttle... Chissà come se la caveranno i suoi successori. Credo che comunque dovremo aspettare qualche annetto per vederli all'opera, dato che l'amministrazione Obama ha ridimensionato i fondi per il Constellation Program.

Rymoah
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Il tempo è una misura dello spazio, allo stesso modo in cui lo è un telemetro. Ma lo stesso atto di misurare ci imprigiona nello spazio che misuriamo.

-- Leto II (I Figli di Dune - cap.39 - pag.259 - Ed.Nord)